lunedì, gennaio 15, 2007
CINEMA ORIENTALE: Il Wuxia-pian
mercoledì, gennaio 10, 2007
BASKET NBA: Effetto Andrea Bargnani

Raptor #7 in action vs Carter
TORONTO (Can), 7 gennaio 2007 - Domenica prima e durante l’incontro Toronto-Washington si è festeggiato all’Air Canada Centre l’Italia Day in onore di Andrea Bargnani e Maurizio Gherardini. La Camera di Commercio italiana di Toronto ha organizzato un brunch prima della partita per dare il benvenuto ufficiale all’azzurro con l’atleta romano ospite d’eccezione insieme al vice presidente dei Raptors. Un’occasione unica per i tifosi italo-canadesi per incontrare il giocatore che in soli due mesi d’attività nella Nba è già diventato un punto fermo della squadra canadese. “Penso che non solo avrete la possibilità di ammirare Andrea come giocatore ma anche come personaggio positivo - ha detto Gherardini -. Vogliamo che voi possiate essere fieri delle esperienze di Andrea in campo e del mio lavoro dietro la scrivania. Vi siamo riconoscenti per il sostegno e ci auguriamo che il tifo italiano aumenti nel corso della stagione, da parte nostra vogliamo contraccambiare facendo sì che Andrea diventi motivo d’orgoglio per la comunità. Attualmente siamo la franchigia Nba maggiormente riconosciuta all’estero forse perché abbiamo raccolto così tanti giocatori internazionali e per la grande attenzione mediatica derivata dalla selezione di Andrea al draft. Stiamo lavorando duro per riportare Toronto in una situazione vincente più in fretta possibile e per farlo abbiamo bisogno di giocatori speciali e di un gm speciale come Bryan Colangelo. L’obiettivo è di conquistare il rispetto a livello mondiale e ci riusciremo di sicuro".
Ed ecco finalmente, accolto da un caloroso applauso, Andrea Bargnani scortato dall’organizzazione Raptors. Il Mago esordisce in inglese: “Sono molto felice di essere tra di voi anche se ho poco tempo perché mi attendono per il riscaldamento pre-partita.”, mentre un fan lo incita a parlare in italiano. Bargnani si è prestato a firmare più autografi possibili prima di essere richiamato dallo staff dei Raptors. I circa 150 partecipanti al brunch hanno avuto la possibilità con il biglietto acquistato di assistere alla gara contro i Wizards prima della quale è stata consegnata ai primi diecimila tifosi giunti all’ACC una statuetta da collezione raffigurante Andrea Bargnani (a essere sinceri poco rassomigliante come ha ammesso lo stesso Bargnani). Una parte del ricavato del brunch andrà alla fondazione italiana in favore degli anziani Villa Charities, alla quale Bargnani ha contribuito personalmente con una donazione di 10.000 dollari.
simulescion3
martedì, gennaio 02, 2007
CINEMA: Lord of war

sabato, dicembre 09, 2006
Back in MUSIC: Le Vibrazioni

Le Vibrazioni presentano "Officine meccaniche" - 4 anni di continua evoluzione
(da www.rockol.it) Alla stampa, che ha ascoltato la nuova fatica di Francesco Sarcina e soci nel modo più rumoroso e "sano" possibile, Le Vibrazioni si presentano praticamente ancora con gli strumenti a tracolla: barba e capelli lunghi, l'ensemble meneghino smorza (con ironia) chiunque ipotizzi una "svolta rock" nella produzione del gruppo di "Dedicato a te": "No, non è una curatrice d'immagine che ci ha consigliato questo look", scherza Francesco, lievemente influenzato, a pochi metri dal palco, "In studio pensi solo alla musica, e trascuri tutto il resto. E la barba, se non viene rasata, cresce". E proprio dallo studio il cantante parte a spiegare la genesi di questo nuovo disco, caratterizzato da una scrittura sicuramente più ruvida e meno facile dei precedenti: "Già, 'Officine meccaniche' è anche il nome dello studio di Mauro Pagani, quattro mura che hanno visto e fatto la storia del rock, nazionale e non solo. Noi l'amore per le sonorità vintage e i processi produttivi analogici l'abbiamo sempre avuto, quindi questa volta ci è sembrato di realizzare un sogno...". E quei riff acidi, quegli intermezzi strumentali dove theremin e delay la fanno da padrone? "E' vero, i brani nuovi sono più spigolosi di quelli vecchi", interviene Marco, il bassista, "Ma noi, un forte impatto live, l'abbiamo sempre avuto". Secondo album, sarà la svolta?...
simulescion3
domenica, dicembre 03, 2006
CINEMA ITALIANO: poca fantasia e troppa realtà
martedì, novembre 28, 2006
Sportivi si nasce, a volte si diventa.

"Per Karl Malone allenarsi seriamente era fare il proprio dovere"
Restringiamo il campo.
Evitiamo inutili divagazioni su sport della domenica o "sport" tipo il bodybuilding e concentriamoci sullo sport che si tratta qui su Simulescion: il basket.
Lavora.
Suda.
Respira.
Ricomincia.
Bastano questi quattro ordini al tuo cervello per correre su e giù per il campo, lottare in difesa, trovare buone soluzioni in attacco, aggredire il rimbalzo, buttarti sulla palla vagante...mettere dentro tiri che contano.
Tutto nasce dalla MENTALITA'.
Troppe volte giocatori con notevoli potenzialità gettano tutto all'ortiche per mancanza di spirito d'abnegazione e mancanza di carattere.
Se pensi di non essere adeguato o non vuoi impegnarti fino in fondo, tanto vale che prendi una palla da Cisalfa, vai al campetto più vicino e ti metti a tirare.
Nessuno ti vorrà in squadra, non conta quanto sei simpatico o spiritoso, conta quello che dai..e non c'è peggior sensazione che puoi instillare nell'allenatore e nei compagni di quella che non stai dando il massimo in quel momento.
E' sbagliato a qualsiasi livello, non conta se amatoriale o professionistico, quando c'è un avversario si dà il massimo..in primis per rispetto per la squadra, poi per rispetto dell'avversario stesso, ed ancora per rispetto per se stessi.
Se vuoi buttarti giù, se vuoi che il senso di sconfitta invada il tuo cervello e quindi le tue forze, se scegli la strada più corta fai pure....ma al campetto di cui sopra.
Quando fai parte di una squadra si inizia e si finisce con essa, e le individualità sono volte sempre e solamente all'innalzamento del livello del team.
Sei entrato da 10 min, hai 0 su 4 al tiro, 3 falli tutti evitabili e l'allenatore che urla nelle tue orecchie...ti arrendi?
Manca non molto alla fine della partita, il tuo tabellino dice sempre 0 in ogni voce statistica, l'unica riempita sono gli orrendi falli evitabili (con contestazioni e probabili tecnici), la tua squadra è ancora in gioco e l'allenatore e i compagni contano comunque su di te...ti arrendi?
Credi che il fatto stesso di essere al centro delle speranze del tuo team sia eccesso di fiducia nei tuoi mezzi? bene, prendi da parte tutti e dillo..nessuno si fiderà più di te, l'allenatore ti utilizzerà sempre meno fino a non convocarti più, e i tuoi compagni ti guarderanno con terrore ogni qualvolta chiederai loro la palla.
Ti arrendi?
Come molti altri sport nel basket una buona prestazione è sintomatica di ottimo lavoro in palestra e se non ti impegni in allenamento non otterrai nulla in partita.
Hai fatto schifo all'ultima partita, credi di esserti allenato bene oggi? si? già il fatto che lo credi vuol dire che non hai fatto passi in avanti dall'ultima partita..torna in palestra.L'appagamento è il cancro della competizione, non importa a che livello ci si trovi, l'importante è fare quel che si fa al massimo delle proprie potenzialità, e i peggiori sportivi sono coloro che pensano di poter fare bene anche senza sforzarsi più di tanto. Sarai anche una bravissima persona, ma sei uno che fa sport, non uno sportivo.
venerdì, novembre 24, 2006
Digressioni..."Una scomoda verità"
Si chiama An inconvenienth truth il film di Davis Guggenheim sui cambiamenti climatici che arriverà a gennaio nelle sale cinematografiche italiane, ma è stato già mostrato ai festival del cinema di Locarno e Cannes. Al Gore, candidato alla presidenza degli Stati Uniti, mette in guardia non solo la popolazione statunitense ma tutto il mondo, sui danni che l'effetto serra sarà in grado di produrre se non si pone rimedio alla sconsiderata crescita delle emissioni di gas inquinanti nell'atmosfera... Attraverso il Protocollo di Kyoto ed altre misure d'intervento immediato l'umanità per la salvaguardia del proprio pianeta Terra dovrà porsi di fronte al cosiddetto Global Warming. Riscaldamento globale è un termine usato per descrivere l'aumento nel tempo della temperatura media dell'atmosfera terrestre e degli oceani. L'opinione scientifica sul cambiamento del clima, come espresso nel Pannello Intergovernativo sul Cambiamento Climatico (IPCC) delle Nazioni Unite, e firmato dagli accademici di scienza delle nazioni del G8, è che la temperatura globale media è aumentata di 0,6 ± 0,2 °C dalla fine del XIX secolo e che "la maggior parte del riscaldamento osservato durante gli ultimi 50 anni è attribuibile alle attività umane.
martedì, novembre 21, 2006
BASKET: Magic Team in vetta al girone A

giovedì, novembre 16, 2006
Professione Doppiatore
domenica, novembre 12, 2006
CINEMA: The Departed
Bello, bellissimo film come il sottoscritto non ne vedeva da un bel pò, sfornato dalla mente sapiente di quel genio che è Martin Scorsese, i cui recenti pseudo flops (Gangs of New York e The Aviator) lo hanno restituito allo stato di grazia al quale ci aveva abituati.
Grazie anche ad un' interpretazione molto intensa e piacevolmente nervosa di Leonardo Di Caprio, oramai attore prediletto dal buon Martin, ed al solito straordinario Jack Joker Nicholson (che qui appare come un padrino un tantino insudiciato dalla totale mancanza di moralità), che tra una battutaccia sui preti pedofili e uno sguardo come solo lui sa regalare ci offre ancora una volta cosa vuol dire "calarsi nella parte" quasi facendola sua, come se lui fosse sempre stato il Boss Costello e nessun altro.
Film magistralmente diretto ripreso da una pellicola hongKonghiana del 2002, The Departed rovescia subito il concetto di legge e fuorilegge, di giusto e sbagliato facendo fare paradossalmente la cosa giusta al protagonista con il passato e il presente più a rischio e la cosa sbagliata a quello dal passato immacolato e dal futuro in ascesa.
Si incontreranno dopo giochi psicologici, ricerche di giuda del dipartimento e omicidi più o meno preventivati, il tutto sotto gli occhi di una Boston che pompa il solito sangue irrequieto irlandese e che non dona ai suoi figli la benchè minima capacità di discernimento tra inferno e paradiso.
Ecco che quindi risulta importante la filosofia di vita di Jack Costello Nicholson, secondo il quale se non ci si può fidare nemmeno di preti -pedofili- e suore- un pò troppo libertine- figurati se vale la pena di porsi dei limiti in efferatezza e brama di potere.
Li tiene tutti nelle sue mani il buon Costello, rivelando e nascondendo tutto a tutti, dal suo protetto- protetto? chi protegge chi?- Matt Damon fino all' FBI, rimestando quel gran calderone di guardie e ladri che sfocerà nella rappresaglia più violenta e nella resa dei conti che non deve essere necessariamente, come il film del resto, "giusta".
Leo Di Caprio rischia la vita per consegnare Costello alla giustizia salvo scoprire che Costello in fin dei conti, è giustizia a sè, come lo specchio di ciò che non deve essere toccato in America.
Ecco perchè Costello parla come se fosse l'America in persona, lui ne rappresenta l'essenza estremizzata, il marciume e il potere, tutto all'ennesima potenza..come se dalle sue mani partissero i fili che governano il mondo.
Di Caprio trova anche il tempo di innamorarsi, nel poco tempo che gli concede il suo incarico di infiltrato, dell'unica persona che sembra non trattarlo come capra sacrificale, buono solo per abbattere a cornate il portone dorato della malavita organizzata bostoniana.
E' grande Leonardo in questo film, volubile, irascibile, nervoso e con un senso di giustizia che pare guidato più che altro dalla spaventosa voglia di vendetta che proverà nei confronti dell'irritante- e pur bravo- poliziottino Damon, che sembra uscirne indenne e pulito anche quando il letame sfiora il soffitto.
A pareggiare i conti- si far per dire- ci penserà Mark Wahlberg, che una volta tanto non impressionerà per l'eloquio forbito ma per quell'attimo d'esitazione prima di far fuoco e chiudere i giochi.
Menzione speciale per Martin Sheen, gran professionista, e per Alec Baldwin, se non fosse altro per essere stato il marito della Basinger.
Scion
Ecco il trailer:
domenica, novembre 05, 2006
MUSICA: Chinese Democracy in uscita?
mercoledì, novembre 01, 2006
The Darkness: searchin' for the lightness
non sai cosa vuoi creare e qualora tu lo sappia non sai se piacerà o meno...Allora ci sono due strade da seguire:
o si segue la tendenza e si fa quel che si aspetta il pubblico (c'è chi ci ha costruito una carriera, vedi Luis Veronica Ciccone) o si dichiara il proprio menefreghismo attraverso un album magari orribile, ma esattamente fedele a quel che si voleva realizzare.
Come molte volte accade nella vita , in medio veritas, e i Darkness hanno dimostrato di conoscere questo detto abbastanza bene.
Oddio, sicuramente il loro secondo album non è un capolavoro, a livello di hit è sicuramente inferiore al primo e la ricerca di una classe che ancora non risulta naturale li ha portati forse ad eccedere in particolari e virtuosismi- compreso il particolare molto memorabilia di utilizzare il pianoforte dove Freddie Mercury incise Bohemian Rhapsody.
Questo non vuol dire che non sia un buon album.
Ci sono molte cose da considerare quando si ascolta un album, ed uno degli aspetti -tecnici- che sicuramente non si trascura è la produzione. Dicesi produzione ciò che, se usato in maniera oculata, può portare all’eccelso musicare nell’olimpo dei musicandi – vedi Brian Eno per U2 - .
Questa è stata una buona produzione, il suono è pulito anche nei pezzi più heavy, e anche se si eccede con le armonie di falsetto di Justin Sniff Hawkins il totale è di un album assemblato bene.
Il primo ha suscitato tanto clamore perché:
1- Era il primo..
2- Perché accontentava i puristi del rock con il solito sferragliare pressapochista ma anche i qualunquisti melodici con 5 hit di facile ascolto tra cui I believe in a thing called love e Friday night.
3- Chi erano questi col cantante in tutina?
Affinare però non vuol dire snaturare, per usare più strumenti mantenendo intatta l’intenzione della canzone bisogna saperli suonare, non assoldare strumentisti, se non per collaborazioni conclamate; infatti i beneamati Queen a cui erroneamente vengono accostati – je piacerebbe come dicono a Roma – non rischiavano di incappare nell’errore di eccesso di .. “classe” poiché loro stessi erano la classe! Brian May suonava si la chitarra, ma suonava anche il piano, il benjo, l’ukulele -…..- e l’arpa ( ! ) solo per citarne alcuni, e gli altri membri dei Queen idem.
Ora, se il primo album aveva quel percorso, bisognava seguirne le orme e lasciare un’impronta sempre più profonda…non deviare verso l’erbetta soffice.
Almeno secondo me. Per affinarsi c’è sempre tempo.
E per riprendersi anche, lo si dica a Justin, che in clinica di disintossicazione ha stretto amicizia con il fidanzato della Moss Pete Doherty – mi rifiuto di chiamarlo musicista -, non occorre sniffare per sentirsi una rockstar!!!
martedì, ottobre 31, 2006
mercoledì, ottobre 25, 2006
La memoria e la ricerca dell'originalità

Attraverso il ricordo del passato cambia l’attimo presente
Il cambiamento costituisce il fondamento della dinamica sociale e sebbene influenzata da un concetto materialista di progresso, la società non è mai stata statica. Essa è frutto di trasformazioni che si susseguono continuamente. E in essa ciò che muta in eterno ribollire sono le persone che la abitano, gli esseri umani e le loro singole minuscole esistenze. Quest’identità è un modo per categorizzare e per individualizzare, l'identità si riferisce alla percezione che ogni individuo ha di se stesso, cioè della propria coscienza di esistere come persona in relazione con altri individui, con i quali forma un gruppo sociale. Porsi di fronte a tale affascinante concetto, apre la mente verso una vastità di quesiti dalle interpretazioni più variegate. L’ossessione della ricerca è spesso sinonimo di volontà, il tentativo di ricreare in sé un’immagine che non vuol lasciarci andare e di cui siamo portatori “sani”. Ciò che abbiamo vissuto sfocia in un ricordo precisamente distinto di cui noi filtriamo gli elementi di maggiore intensità emotiva. Cosa comporta questo atteggiamento? Di sicuro ci mette dinanzi le nostre esperienze, in secondo luogo ci permette di vedere con nostalgica fiducia al futuro, ponendoci la sfida della ricerca dell’originalità, a volte oltre i limiti stessi dell’immaginazione.
Eternal Sunshine of the Spotless Mind (Se mi lasci ti cancello, 2004) ne è l’esempio lampante. Il testo di Alexander Pope citato dal titolo consegna alla parola scritta il compito di racchiudere, conservare e tramandare il senso di una grande storia d'amore. La parola sembra essere l'unica chiave di salvezza in un mondo in cui i ricordi si confondono e poi scompaiono mentre sfumano le immagini stesse che li raccontano. Infatti, nel baratro di memoria e “smemorizzazione” in cui sprofonda Joel, non è possibile uscire senza affidarsi al variegato utilizzo delle parole. Si accavallano e s’intersecano pensieri su come affrontare diversamente ogni aspetto delle nostre giornate, come aumentare la ricettività del cambiamento inteso come prospettiva di scegliere, attraverso l’ingegno e la magia dell’istinto. L’urgenza di cogliere dal turbine del passato i momenti migliori diventa il passepartout per apprendere con efficacia sostanziale le novità del futuro. Essere spinti sempre e continuamente ad un tentativo di liberazione dallo standard quotidiano verso una distinzione individuale, è il motivo per cui bisogna far tesoro della memoria.
E poi superarla, andare oltre. Dare un movente a quel CAMBIAMENTO, recepito come passaggio dalla propedeuticità narrativa, all’esigenza di una sua realizzazione concreta (specie in ambito cinematografico), si stacca dal classicismo esistenziale, rimanendo comunque tra le righe e mantenendo una impronta propria: ricreare uno stile alternativo in cui si riconosce la soggettività dell’autore. Eternal Sunshine parla, ad una lettura più profonda, anche del cinema. I ricordi, sempre più sfocati, come spesso appaiono nella realtà delle menti umane, non sbiadiscono mai, ma tendono a svanire del tutto nel bianco assoluto dell’oblio mnemonico. Il film esalta i poli opposti, le due estremità di pensiero che rappresentano i protagonisti, Joel (Jim Carrey) e Clementine (Kate Winslet). Il primo attaccato al ricordo ossessivo di lei, incapace di superare l’abbandono e richiuso in se stesso, così convinto da cercare di nascondere la memoria di Clementine, nonostante questa gli provochi solamente disperazione. Lei, invece, insofferente e attanagliata dalle ansie del passato, decide di farsi cancellare dalla mente la loro relazione, per poi rimanere allibita di ciò che ha fatto. In mezzo, la continua ricerca di una singolare identità che li distingua dagli altri, che elevi quel rapporto ad un bisogno sfrenato di personale condivisione. Una struggente e originalissima love story diretta con sapiente visionarietà da Michel Gondry, in cui i personaggi (ma anche ognuno di noi, non solo gli spettatori) ritrovano un’equivalenza nel proprio raffrontarsi col passato e nello scoprire un domani in prospettiva migliore, una prospettiva che però ha bisogno di esser continuamente ricercata e mai data per scontata. Eternal Sunshine, perciò, non è solo una riflessione sulla vita di coppia. E' intessuto nel film anche un motivo più profondo nonché più kaufmaniano (dal nome dello sceneggiatore, Charlie Kauffman), ossia l'analisi dell'importanza della memoria che sfata lo slogan stesso del film: beati gli smemorati perché avranno la meglio anche sui propri errori. Il tempo scorre e spinge alla ricerca di una soddisfacente peculiarità, al fine di trovare un’identificazione individuale nella rievocazione di un istante. Da qui, il ricorso ad un’imposizione costrittiva della nostra memoria, in quanto partecipante attiva e conseguentemente eterna delle nostre azioni. Nel bene o nel male. Possiamo vivere alla giornata, voltare pagina senza rimpianti quando vogliamo imprimere nuovo slancio alla parabola della nostra esistenza, possiamo pensare al futuro, ma non potremo mai rinnegare il passato. L’originalità sta proprio nel non dimenticarlo.
Senza memoria non sceglieremmo il futuro.
SimOne
sabato, ottobre 21, 2006
Festa del cinema di Roma: vince "Playing the victim"

lunedì, ottobre 16, 2006
Annuncio
Per chi fosse seriamente interessato lasciare un post qui sul sito e magari un num di cell, che lo ricontatterò a breve.
Grazie,
Scion
PS. Naturalmente la band deve essere di Roma, in quanto vivo, dimoro e lavoro qui!
sabato, ottobre 14, 2006
MUSICA: The Boss con la Seeger Sessions Band
Dopo tre mesi di pausa la Seeger Session Band è nuovamente in viaggio. Con le date di Bologna e Torino è partito il tour italiano che ha toccato sette città in dieci giorni. Ad un anno e mezzo di distanza Bruce Springsteen torna a Roma, la tappa italica del Boss si inserisce in una tendenza ormai consolidata sul piano internazionale, che vede in Springsteen non solo il più eloquente rocker del nostro tempo, ma anche un narratore di storie profonde e un testimone critico, una voce indipendente dell'America migliore. Il rocker ha parlato, al termine del sound check pomeridiano. Lo fa spiegando «American Land», l'inedito inserito nella nuova versione di "We shall overcome" album-progetto dedicato alla riscoperta dell'opera dell'eroe del folk Pete Seeger. «È una canzone sugli immigrati, un argomento — dice lui, pieno di collane e braccialetti di corda e in immancabili jeans — sempre presente nella storia statunitense. Mi ricordo che quando ero ragazzo c'erano molti operai e raccoglitori di patate afroamericani, ma anche italiani. Oggi abbiamo meticci e messicani. Ma è sempre la stessa storia: una lotta per affermarsi e trovare spazi. "American Land" parla anche di irlandesi. E per me, metà italiano e metà irlandese, funziona benissimo».
(intervista de Il Corriere della Sera, da www.badlands.it)
simulescion3
mercoledì, ottobre 11, 2006
CINEMA: The Black Dahlia
domenica, ottobre 08, 2006
BASKET: Virtus Roma 93 - Phoenix Suns 100

Abbiamo assistito con i nostri occhi ad uno spettacolo e ne siamo rimasti estremamente soddisfatti. La NBA è questo, uno show all’interno del grande palcoscenico della pallacanestro. Era dal lontano 1989, tempi del Mc Donald’s Open che in Italia non arrivava una franchigia della National Basketball Association, ma l’altro ieri di fronte ad un Palalottomatica strapieno, la Virtus Roma ha affrontato e perso onorevolmente contro i Phoenix Suns (squadra al vertice della Lega) guidati da coach Mike D’antoni, che schierava in campo solo due del trittico delle meraviglie: Steve Nash (2 volte MVP), Shawn Marion e Stoudemire. Quest’ultimo, dopo l’intervento al ginocchio che gli ha fatto saltare un intero anno, lasciato precauzionalmente in panchina, a meno di un mese dall’inizio della regular season 06-07. Lo Europe Live Tour a Roma, coinciso nemmeno troppo fortuitamente con l’ingresso nella lega professionistica americana di Andrea Bargnani e voluto fortemente dal sindaco di Roma Veltroni e dal commissioner della NBA Stern, ha portato grande entusiasmo nella capitale, la cui enfasi cestistica è stata pari ai fischi rivolti alle pessime decisioni arbitrali che hanno alzato la temperatura nel palazzetto, nonostante l’amichevole e lo sfoggio di grande spettacolo portato dai soli dell’Arizona, team che per l"occasione ha sfoggiato un tricolore sulle maglie da gioco. Il match: le stelle NBA vogliono la vittoria, Hawkins e Bodiroga vogliono invece regalare spettacolo al pubblico, anche se per il canestro bisogna ripassare più tardi. Meglio Giachetti in cabina di regia e Moiso in post basso, ma il potenziale da fuoco dei Suns è troppo e così la Virtus si è arresa, giocando e divertendosi, tra un intermezzo e l’altro delle cheerleader arancioviola. Tra un time out e l’altro anche la standing ovation per Bill Russel, ex centro difensivo dei Boston Celtics, vincitore di 11 titoli NBA in 13 stagioni, acclamato dal pubblico e comodo in tribuna a godersi lo spettacolo. Proprio così, nonostante qualche eccessivo momento di silenzio (il basket non è purtroppo il calcio in Italia) l’incontro tra i Suns e la Lottomatica doveva essere una festa per tutti gli appassionati e così è stata. Sino in fondo alla retina.
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mercoledì, ottobre 04, 2006
Festa romana del Cinema!
Arriva a Roma, dopo varie polemiche, la 1° Festa Internazionale del Cinema, che si avvarrà attraverso un concorso da vero festival della presenza di numerose star, ma anche di quei divi che sono in ascesa: per 10 giorni si respirerà aria di celluloide qui in città...
LE SEZIONI DELLA FESTA:
Cinema 2006: opere inedite di autori di tutto il mondo. Una giuria popolare di cinquanta spettatori (tra cui SimOne), coordinata da Ettore Scola, assegnerà il premio per il miglior film – con un riconoscimento di 200.000 Euro – oltre a quelli per la migliore interpretazione femminile e maschile. La sezione comprende film in Concorso e Fuori Concorso. Le proiezioni ufficiali si svolgeranno nella Sala Sinopoli dell’Auditorium.
Première: serate di gala dedicate a grandi anteprime internazionali alla presenza dei loro protagonisti, autori ed interpreti, coinvolti in un dialogo pubblico sul mestiere del cinema. Le proiezioni ufficiali si terranno nella Sala Santa Cecilia dell’Auditorium.
Eventi Speciali: uno spazio particolarissimo alla celebrazione di quel cinema che, pur mantenendo intatta una forte impronta autoriale, si offre al pubblico assumendo le forme più amate dagli spettatori, sfiorando il cinema di genere per raccoglierne gli elementi più appassionanti, raccontando storie avvincenti e dense di emozioni.
Extra: sezione multiforme che riunisce lavori diversi per formato e linguaggio ma con una comune attitudine alla sperimentazione. Dai documentari alle opere che sconfinano nella videoarte, dall´animazione in computer grafica al panorama videomusicale. Le proiezioni si terranno nella Sale Petrassi e Teatro Studio dell’Auditorium.
Alice nella Città: un “festival nel festival” per gli spettatori più giovani, bambini e adolescenti. I film in concorso sono divisi in due categorie: “K12”, per ragazzi dagli 8 ai 13 anni e “Young Adult” per piccoli adulti dai 14 ai 17 anni. Le proiezioni ufficiali si svolgeranno nelle Sale Sinopoli e Petrassi dell’Auditorium.
Il lavoro dell’Attore: omaggio ai grandi protagonisti dell’arte della recitazione, un percorso dedicato ad una scuola d’interpretazione fatto di film, laboratori, workshop e incontri, ma anche un omaggio dell’intera città di Roma all’arte di un grande attore contemporaneo. Due le retrospettive: Omaggio a Sean Connery. Festa del Cinema Acting Award 2006: tredici film interpretati da Connery e scelti dall’attore insieme alla direzione della Festa e The Actors Studio, gli anni ’50, una selezione dei migliori film prodotti dalla scuola di recitazione Actors Studio.
New Cinema Network: In collaborazione con il Tribeca Film Festival, undici opere prime. Non solo una sezione ma anche un progetto: realizzare un circuito che aiuti alcuni talenti del nuovo cinema indipendente a trovare i finanziamenti per il loro secondo lavoro. Le proiezioni ufficiali si svolgeranno nella sala del Cinema Metropolitan.
Marcello Mastroianni: la Casa del Cinema omaggia Marcello Mastroianni a dieci anni dalla sua scomparsa con una retrospettiva composta da 47 film interpretati dal grande attore. Ogni sera, dal 12 al 21, le proiezioni verranno introdotte da attori e registi che hanno lavorato con Mastroianni.
Serate Italiane: la Festa di Roma intende segnalare con una rassegna alcune opere assolutamente inedite del nuovo cinema italiano, proponendo una vetrina pensata appositamente per fare incontrare gli autori con il loro pubblico naturale. I film previsti per questa rassegna sono: Ayity Namken di Claudio Del Punta, Cover Boy: l´ultima rivoluzione di Carmine Amoroso, Saremo film di Ludovica Marineo, Sfiorarsi di Angelo Orlando e Un amore su misura di Renato Pozzetto.
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